Perché gli occhi dei bambini devono esser protetti dal sole

 

Fino ai 7-8 anni, gli occhi dei bambini sono in via di formazione. Cornea, cristallino, film lacrimale e tutte le varie strutture sono in una fase di sviluppo e per questo sono più vulnerabili all’azione dei raggi solari.

“Quando parliamo di raggi solari, ci riferiamo non solo all’ultravioletto, ma anche ad una frequenza di luce che si chiama luce blu, che è compresa tra l’ultravioletto e il visibile e che può arrecare molto fastidio agli occhi e creare danni a lungo termine a livello di cristallino e retina” dice Francesco Loperfido, responsabile del servizio Oftalmologia Generale dell’Ospedale San Raffaele di Milano e oculista della Commissione Difesa Vista.

La luce blu è presente soprattutto in montagna, ma, sia pure con minore intensità, arriva anche al livello del mare.

Cappellino e occhiali da sole per una protezione efficace

 

Per difendere gli occhietti del bambino, fino ai 18 mesi circa è opportuno fargli indossare un cappellino con visiera molto larga; dai 2 anni in su la protezione migliore è offerta dagli occhiali da sole.

Anche se il bambino sta sotto l’ombrellone: oltre all’ultravioletto diretto del sole, infatti, bisogna considerare l’ultravioletto indiretto, cioè provocato dalla luce riflessa: la sabbia ad esempio riflette almeno il 5% degli UV, mentre la neve più del 30%.

Come convincerli ad indossarli? La maggior parte delle volte è sufficiente il buon esempio dei genitori.

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Come scegliere gli occhiali da sole per i bambini

 

E’ importante che gli occhiali dei bambini siano di qualità ottica perfetta e abbiamo una certificazione fatta presso un negozio di ottica, che garantisce il livello qualitativo sia della montatura che della lente.

La scelta deve ricadere su “una montatura resistente a traumi e urti e fatta con materiali che non procurino allergie da contatto, più una lente che assicuri una protezione del 100% contro gli ultravioletti e non abbia aberrazioni” sottolinea Loperfido, un fenomeno ottico che comporta una deformazione dell’immagine e che denota scarsa qualità della lente.

Per vedere se negli occhiali acquistato vi sono aberrazioni, basta muovere la lente con un movimento circolare davanti agli occhi, fissando un oggetto davanti a sé: se l’oggetto tende ad ondularsi, vuol dire che la lente non è di buona qualità.

Per assicurarsi un’efficace protezione durante una vacanza al mare, basta acquistare un buon prodotto con protezione UV certificata.

Se invece si trascorrono vacanze in luoghi specifici, meglio chiedere consiglio all’ottico: per una vacanza in montagna, ad esempio, servono lenti che alla protezione anti UV abbinano filtri contro la luce blu; se si va in barca è meglio una lente polarizzata, che elimina l’abbagliamento dovuto al riflesso dell’acqua.

Per quanto riguarda il colore della lente, si può scegliere quella che si preferisce, purché scura. “Diverso il discorso se il bambino ha un difetto visivo: se miope, meglio la frequenza del marrone, se ipermetrope meglio il verde-grigio.

Gli occhiali da sole sono utili anche in caso di allergia

Gli occhiali da sole offrono una difesa in più anche in caso di forme allergiche, non solo perché un occhio arrossato per l’allergia ha una maggiore sensibilità alla luce, ma anche perché una montatura un po’ più avvolgente protegge dall’impatto diretto del polline o degli allergeni sulla superficie oculare.

I rischi se non si proteggono gli occhi: la congiuntivite attinica o cheratocongiuntivite

Il principale danno acuto se non si proteggono gli occhi dal sole è l’infiammazione della congiuntiva dovuta all’ultravioletto, detta congiuntivite attinica o cheratocongiuntivite. È una forma di congiuntivite completamente diversa dalla congiuntivite classica (che ha origine virale, batterica o allergica), ed è causata dal processo di disidratazione che la cornea può subire al sole.

I sintomi sono dolore improvviso e pungente, bruciore, lacrimazione abbondante, rossore, fotofobia e sentirsi l’occhio secco come se ci fosse corpo estraneo, che fa venir voglia di stropicciarsi gli occhi.

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Se si sospetta una congiuntivite attinica, il bambino deve innanzitutto essere visitato dall’oculista, che valuterà una terapia diversa a seconda del grado di intensità della congiuntivite: “Se per una congiuntivite lieve basterà non esporsi alla luce per un paio di giorni e instillare lacrime artificiali più volte al giorno, per le forme più marcate saranno indicati un collirio antinfiammatorio abbinato eventualmente ad un cortisonico, per circa 4-5 giorni” conclude l’oculista.