NEGLI STATI UNITI hanno persino immaginato una data tutta per loro. È il National Sunglasses Day, la giornata dell'occhiale da sole, appena celebrata in tutto il paese con una miriade di iniziative per ricordare a tutti quanto i raggi ultravioletti mettono a rischio la salute non soltanto della pelle ma anche degli occhi. Marketing, si dirà. Per spingere ancor più le amate lenti scure che fanno così cool. Forse, ma non solo, perché, spiega Francesco Loperfido, responsabile del servizio di Oftalmologia generale dell'ospedale San Raffaele di Milano e consulente della Commissione difesa vista onlus: "In estate diventa fondamentale difendersi da un'irradiazione più intensa, da vento, sabbia, acqua salata o ricca di cloro, polline e polveri sottili. Insomma, proteggere i nostri occhi dovrebbe diventare una salutare abitudine, da insegnare anche ai nostri bambini".

E invece, anziché la salute, è più spesso la moda a trainare la vendita di questo accessorio, come confermano anche i dati dell'ultima fiera di settore: l'export delle lenti scure made in Italy vale 3,5 miliardi di euro nel 2016, con una crescita del 6,8% rispetto all’anno precedente. Nonostante la tendenza positiva, però, a scegliere di usare con saggezza gli occhiali da sole sono ancora troppo pochi: solo il 15% degli italiani li usa sempre, mentre il 30 li indossa raramente, come mostra l'indagine appena presentata dalla onlus. Peggio dei giovani adulti, poi, sono le categorie più "fragili": il 60% dei bambini non indossa le lenti scure e nella terza età la percentuale tocca quota 80. Un problema: perché i raggi ultravioletti, insieme alla luce blu, possono avere un impatto negativo sulla vista, a breve e a lungo termine: "Nel primo caso – continua Loperfido – parliamo di cheratocongiuntiviti o congiuntiviti acute, che possono insorgere al mare o in alta montagna anche per colpa della luce riflessa dalla neve, dalla sabbia o da altre superfici riflettenti. Nel secondo caso, invece, si parla di opacità del cristallino, fenomeno già determinato dall'invecchiamento fisiologico. Sulla lunga distanza si manifestano anche i danni da luce blu (blu/viola e turchese dello spettro visibile), non soltanto quella solare ma anche quella dei device elettronici, come smartphone e tablet: il rischio è la maculopatia, con sofferenza della retina.

Non solo: d'estate possono più frequentemente comparire i "corpi mobili" vitreali, quelle macchie scure che impediscono di vedere bene, come se davanti agli occhi si verificassero delle piccole eclissi. "La colpa – spiega Loperfido – è della scarsa idratazione. Il vitreo è infatti un fluido trasparente dalla consistenza viscosa, simile al miele. Quando si beve poco questa fluidità si perde, e possono crearsi dei grumi che generano l'effetto "mosca volante" davanti agli occhi".
Dunque protezione, a tutte le età e in tutte le situazioni. Scegliendo con cura le lenti e la montatura, facendo riferimento a ottici esperti che sappiano individuare il grado giusto (da 1 a 4) a seconda dell'età e del tipo di attività che si intende fare. "Per i più piccoli – continua Loperfido – è bene acquistare lenti infrangibili e otticamente pure, senza imperfezioni". In questa fascia d'età meglio invece evitare le lenti fotocromatiche, sebbene siano molto migliorate in qualità, perché la transizione dal chiaro allo scuro può essere troppo lenta rispetto alle esigenze, così come la specchiatura, che invece è ideale per i giovani adulti e soprattutto per le vacanze in montagna, dove il riverbero può essere forte. Chi ha difetti alla vista dovrà invece stare bene attento alla scelta del colore: i miopi e gli astigmatici dovranno preferire lenti marroni, gli ipermetropi dovranno orientarsi invece sul verde/grigio. Le lenti di colore blu, invece, per quanto esteticamente più accattivanti, possono alterare la percezione dei colori e attenuare il contrasto, generando fastidio se per esempio si è alla guida. Il giallo/ocra/arancione, poi, è la gamma di colori ideali per proteggersi dagli effetti della luce blu.